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| LA TV DEVE (ANCHE) EDUCARE |
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29/2/2008 |
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Gentile direttore, vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che ci vengono imposti dei programmi a noi telespettatori non graditi. È un bel dire che abbiamo in mano il telecomando e possiamo cambiare canale, ma come è possibile cambiare canale quando siamo in attesa del nostro programma preferito e ci propinano tra capo e collo le cosiddette
“strisce” quotidiane di programmi che mai ci sogneremmo di vedere? Mi riferisco in particolare al GF che non è proprio di mio gradimento, ma purtroppo, in attesa di “Centovetrine” ecco che in tv impazzano i turpiloqui e i modi maleducati degli abitanti della Casa! Anche se con gli opportuni “bip” si legge benissimo il labiale con le inopportune parolacce che subito hanno catturato la curiosità di mia figlia dodicenne. Penso che ciò sia una violenza nei confronti di chi non ha scelto di vedere un certo spettacolo davvero poco edificante e che detta visione debba essere lasciata solo a chi con piena consapevolezza decide di assistere a certi spettacoli disdicevoli.
Credo che come me anche altri pensano che la televisione debba essere un mezzo educativo e non di cattivo esempio come avviene con la visione di simili programmi. Ho sentito il bisogno di esprimere la mia opinione
al Suo giornale che leggo da oltre vent'anni e che reputo obiettivo nel dare spazio alle riflessioni di noi comuni telespettatori, desiderosi di vedere una televisione sempre garbata e piacevole. La saluto cordialmente
Maria Vozzo (Campobasso) |
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D&R Domande e Risposte |
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